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Written By Thoiron Ababil on Friday, December 13, 2013 | 7:47 AM

Quest’oggi sul blog, l’intervista a Michela Meloni.
Lei è la quinta partecipante del progetto 20H7D, artista a 360°, perché oltre alle sue doti canore, ha delle doti artistiche a livello sia manuale, quindi come creatrice di tele e lavori visivi, ma sa suonare degli strumenti musicale (flauto traverso e il saxofono) e addirittura, ha una dote naturale per lo scrivere. Come partecipante più piccola si è dimostrata particolarmente onorata di ricoprire questo ruolo, questo suo completo debutto ! La sua timidità abbastanza evidente, si rispecchia in modo completamente contrario dietro la sua dote artistica, dalla musica, ai quadri, alla complessità delle cose che scrive. Vi lascio scoprire domanda per domanda qualcosa su di lei.

Buona Lettura.


Ciao Michela, raccontaci qualcosa di te !
Ho diciannove anni, sono una studentessa universitaria (Lingue e culture per la mediazione linguistica) e amo l'arte in tutte le sue forme. Quando mi occupo di un progetto artistico mi piace poter unire ad esso più arti (musica, pittura, poesia, teatro) proprio per potergli dare un eco più forte e vario. Allo stesso tempo sono molto affascinata dalla scienza (specie la meccanica quantistica, la genetica, l'astronomia, la psicologia), dalla filosofia, dalla psicanalisi e dalla fantascienza. Mi piace osservare il mondo e interpretarlo a modo mio.

Sei la più giovane del progetto 20H7D, ti senti onorata di far parte di questo gruppo di artisti ?
Assolutamente si! E’ un’opportunità che non mi aspettavo minimamente di ricevere…


La tua vita, ruota intorno alla musica, da Cantante a tutti gli effetti, fino alle specializzazioni come suonatrice di determinati strumenti; quando hai iniziato questo percorso ?
Sin da bambina sono sempre stata orientata verso la musica e soprattutto per il canto (a sei anni facevo già parte di un coro). Ho proseguito studiando al Conservatorio il flauto traverso e da più grande anche il saxofono. Ho fatto parte al coro di voci bianche del Teatro Lirico di Cagliari dagli 11 ai 15 anni. Dopo quest’esperienze ho iniziato a suonare in varie band sino ad oggi!

L’arte, la pittura e tutto ciò che ne è concerne, cosa mi puoi dire al riguardo?
Per me l’arte è fondamentale, anzi è una necessità. Essendo piuttosto introversa, ho molte difficoltà nella vita quotidiana a trovare dei codici per pormi al mondo. L’espressione creativa è per ciò la mia linfa vitale (spesso mi da anche l’opportunità di chiarirmi con me stessa). Non trovo che l’estetica sia importante nelle mie creazioni, piuttosto trovo sia giusto dover esprimere in modo autentico il mio mondo interiore.



La tua opera con i biglietti da visita, esposta in house, ha un significato ben preciso, spiegato in modo super dettagliato affianco all’opera, però ti chiedo, siccome il discorso era abbastanza interessante, come realizzi tali riflessioni ? Quando ti vengono in mente ?

In ogni momento, quasi freneticamente e quando arrivano mi concentro totalmente su di esse trascurando ciò che stavo facendo precedentemente (come dormire, mangiare, stare con le persone). Quando sono emotivamente ispirata infatti tendo a scomparire dal mondo!

Il titolo del tuo Vernissage era “Sillabe D’Inconscio”; per te, che cosa è l’inconscio?

Per me l’inconscio è quel luogo in cui ha sede la nostra vera realtà. L’essenza che lo costituisce è intima e misteriosa.. In questa dimorano i nostri ricordi e le nostre emozioni (che tendiamo spesso a nascondere).



La sintonia tra te e la tua band era assolutamente ben visibile, come vi siete conosciuti?
Decisamente si, sono davvero fortunata a lavorare coi i ragazzi. Conosco Simone Lai (bassista) e Marco Melis (batterista) da molti anni perché suonavo con loro in un’altra band. Mentre il restante del gruppo: Marco Ruiu (tastierista), Michele Porcu (chitarrista) e Salvatore Dessupoiu (chitarrista) li conosco da poco più di un mese, li ho contattati personalmente proprio per avviare il progetto!

Che progetti hai per il futuro, musicalmente, lavorativamente e artisticamente?
Attualmente sto lavorando con la band a musicare un racconto che personalmente ho scritto “Lucy nel sogno lucido” e parallelamente sto scrivendo un nuovo romanzo. Per il futuro ho davvero tanti progetti per la testa (artisticamente parlando) e vorrei sicuramente fare dei miei sogni, passioni e idee un lavoro. Sono consapevole del fatto che la strada che sto seguendo è insidiosa e incerta (visto il poco spazio che si elargisce all’arte) per questo ho deciso di studiare anche all’università per garantirmi perlomeno un titolo cartaceo (nonostante questo vada abbastanza contro la mia morale).


Questa settimana in House, come ti sei trovata ?
Abbastanza bene, anche se devo ammettere che ho riscosso numerose difficoltà a spiegare alle persone ciò che volevo comunicare con le mie elaborazioni.  Ma questo può soltanto incitarmi a migliorare il mio approccio con l’esterno.

Online dove possiamo visionare le tue opere e stare aggiornati sulla tua band?
Non ho ancora creato una pagina per visionare le mie opere, lo farò a breve! Mentre per quanto riguarda la band ci trovate su facebook: 



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